Preparazione fisica per l’atleta paralimpico

L’immagine mostra un gruppo di atleti paralimpici durante una gara su pista, utilizzando sedie a rotelle sportive ad alte prestazioni. L'atleta in primo piano è ripreso nell’atto dinamico di spingere le ruote, esprimendo determinazione e concentrazione. In basso compare il testo “Preparazione fisica atleta paralimpico”, accompagnato dal logo “Scienze Motorie”.
16 marzo 2021

“La classificazione degli sport paralimpici ha come obiettivo quello di promuovere la partecipazione allo sport per persone portatori di handicap, contenendo i limiti di una disabilità che può essere fisica, visiva e mentale

Tweedy & Vanlandewijck (2011)
International Olympic Committee
International Paralympic Committee

Alessandro Zanardi

Nel 2018 Alessandro Zanardi a Cervia si è classificato al quinto posto assoluto tra atleti normodotati in una competizione ironman. Zanardi ha concluso 3,8 km di nuoto, 180 km di bicicletta e 42,2 km di corsa 8 ore 26 minuti e 6 secondi. Un nuovo record del mondo per la categoria disabili.

Alex Zanardi gareggia su handbike con la maglia "Italia" durante una competizione, con spettatori sullo sfondo


“Chiamano disabili atleti che fanno i 50 all’ora in bici, i 100 metri in 11”, saltano in alto 2 metri, corrono la maratona da in alto 2 metri, corrono la maratona da non vedenti in 2h35’, lascio a voi valutare chi è il disabile nella vita comune”

Fabrizio Tacchino

Atleta paralimpico

Limitazioni fisiche e fisiologiche

Atleti che partecipano in discipline paralimpiche possono presentare una o più delle seguenti limitazioni fisiche e fisiologiche:

  • Cecità completa o parziale
  • Ipotonia
  • Atassia
  • Atetosi
  • Limitata funzionalità muscolare
  • Amputazioni e asimmetrie tra arti
  • Limitazioni antropometriche

atleta-paralimpico-corsa-protesi-rio-2016

Aspetti coordinativi e condizionali

Dal punto di vista fisico un atleta diversamente abile ’ha necessità’ di migliorare tre aspetti coordinativi e condizionali che sono fondamentali per limitare le conseguenze di una disabilità fisica:

  • Aumentare i livelli di forza muscolare, in modo particolare la forza della muscolatura del tronco.
  • Migliorare la capacità di escursione articolare, si a livello di mobilità che di stabilità ad end-range.
  • Aumentare i livelli di coordinazione generale, integrando propriocezione, equilibrio e coordinazione oculo-manuale.

Aumentare i livelli di forza muscolare, in modo particolare la forza della muscolatura del tronco è un aspetto fondamentale nella preparazione fisica di un atleta paralimpico. Indipendentemente dal grado di limitazione funzionale, la forza della muscolatura del core e della muscolatura stabilizzatrice oltre che di quella della muscolatura motoria primaria è essenziale per migliorare la capacità di prestazione ma anche per aumentare l’efficienza nel movimento.

3 elementi da considerare

Esistono tre elementi da tenere in considerazione quando si affronta l’allenamento della muscolatura stabilizzatrice in un atleta portatore di disabilità che nel loro complesso contribuiscono a rendere l’allenamento funzionale alle esigenze di un soggetto portatore di handicap:

  • Allenare la catena crociata
  • Utilizzare la muscolatura prossimale del tronco
  • Facilitare il trasferimento di forza

3 distretti muscolari

Tre distretti muscolari di particolare importanza nell’allenamento della forza dell’atleta paralimpico in un’ottica di funzionalità orientata verso il miglioramento della capacità di prestazione sono i seguenti:

  • La muscolatura del deltoide.
  • Dei glutei.
  • La muscolatura dell’avambraccio.

Un quarto distretto muscolare è quello dell’ileopsoas, un forte flessore dell’anca con funzione motorie importanti nell’atleta con disabilità.

PREPARAZIONE FISICA PER L’ATLETA PARALIMPICO

Aumentare la capacità di escursione articolare, si a livello di mobilità che di stabilità ad end-range, è fondamentale nell’allenamento dell’atleta con disabilità. Si tratta di un approccio complesso che include esercizi di mobilità attiva ed esercizi di potenziamento muscolare con sovraccarichi eseguita a range di escursione articolare particolarmente spinti.

Tipi di Esercizi per ATLETA PARALIMPICO

  • Esercizi di mobilità attivi come esercizi di stretching dinamico ed esercizi di facilitazione neuromuscolare propriocettiva (PNF) rappresentano le basi di un approccio funzionale alla mobilità articolare. È opportuno considerare l’importanza di un approccio integrato che consideri eventuali disparità tra arti e limitazioni strutturali.
  • Esercizi di mobilità con sovraccarico utilizzando piccoli attrezzi, elastici o semplicemente esercizi a corpo libero sono altrettanto importanti per aumentare la stabilità attiva in condizioni di range of motion instabile o per posizioni angolari specifiche. In questo contesto è utile considerare l’inserimento di esercizi isometrici a diverse posizioni angolari nel rispetto di quelle che sono le caratteristiche biomeccaniche del gesto tecnico di gara.

Aumentare i livelli di coordinazione generale, integrando propriocezione, equilibrio e coordinazione oculo-manuale. Tanto l’allenamento della forza quanto quello della mobilità articolare e bene che includono una componente di propriocezione, equilibrio e coordinazione generale. Esercizi di di tipo open-skill sono un’ottima soluzione per creare un contesto di lavoro che sia realmente funzionale.

È fondamentale inserire tanto esercizi di equilibrio statico quanto esercizi di equilibrio dinamico che includano aspetti fondamentali del gesto tecnico di gara. Allenare la coordinazione oculo-manuale e/o oculo-podalica con l’uso di piccoli attrezzi è altrettanto importante per migliorare aspetti coordinativi generali e facilitare l’apprendimento di gesti motori adattati.

Aspetti fondamentali

Due aspetti sono fondamentali da tenere in considerazione nell’allenamento di un atleta disabile e che sono da valutare in maniera individuale da soggetto a soggetto:

  • Eventuali deficit di termoregolazione, che possono comportare fenomeni di disidratazione acuta e/o heat stroke.
  • Eventuale compromissione di fattori emodinamici che possono contribuire a limitazioni metaboliche importanti.

Questi fattori vanno attentamente valutati soprattutto nelle discipline miste e di durata.

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