Definizione e Ontologia del Sistema: Oltre il Modello Meccanicistico
Il Sistema Tonico Posturale Fine (STPf) non è una semplice struttura anatomica, ma un processo computazionale vivente. Esso si configura come un sistema cibernetico (Wiener, 1947) di secondo ordine (Von Foerster, 1981): un’entità che non solo elabora dati esterni, ma include l’autosservazione e il vissuto neurofisiologico all’interno del proprio loop di regolazione.
Secondo le più recenti acquisizioni (Deidda, 2000), il STPf presenta una natura duale: è un sistema chiuso (per preservare l’identità tonica) ma all’occorrenza aperto verso l’ambiente, operando su base quantica. Questo significa che il sistema è sensibile a variazioni energetiche e informative infinitesimali, dove la coerenza del segnale prevale sulla quantità della forza applicata.
La Funzionalità del STPf nella Quotidianità e nello Sforzo
Il STPf è il “motore silenzioso” che governa ogni nostra interazione con lo spazio. Lo utilizziamo costantemente per:
- Mantenere la stazione eretta e opporci alle forze esterne (gravità).
- Eseguire gesti quotidiani come sedersi, lavarsi o guidare.
- Garantire il lavoro sinergico delle fibre fasiche durante gli sforzi muscolari intensi.
Neurofisiologia dell’Anticipazione: Il Dominio del Feed-Forward
Un dogma fondamentale della posturologia moderna è che non esiste movimento senza anticipazione posturale. Il comando centrale per un gesto volontario è sempre preceduto da un comando feed-forward (proattivo).
I Centri Anticipatori e le Latenze Temporali
Come dimostrato da Gahèry et al. (1981) e Lee et al. (1995), il Sistema Nervoso Centrale attiva Aggiustamenti Posturali Anticipatori (APA) circa 600 ms prima dell’inizio del movimento.
- Meccanismi di Feed-Forward: Sono innati e preparano il corpo alla perturbazione attesa generata dal movimento stesso.
- Meccanismi di Feed-Back: Intervengono esclusivamente per gestire disturbi inattesi e imprevedibili, agendo come un sistema di correzione a posteriori.
Caratteristiche Dinamiche: Il Doppio Pendolo Inverso e la Teoria del Caos
L’essere umano, in quanto plantigrado bipede, è un sistema fisicamente instabile. La meccanica posturale è assimilabile al modello del doppio pendolo inverso (caviglia-anca-vestibolo).
La Non Linearità e la Teoria del Caos
In ambito posturologico, la Teoria del Caos spiega perché piccole differenze nelle condizioni iniziali producano differenze non predicibili nel comportamento successivo. Questo giustifica le diverse osservazioni cliniche:
- L’Errore dell’Odontoiatra: Se non comprende il comportamento emergente del recettore stomatognatico, un intervento con timing errato può causare la slatentizzazione di una scoliosi.
- L’Errore del Podologo: Credere che il plantare sia l’unica variabile primaria, ignorando che il piede è spesso un terminale di compensi discendenti.
- L’Errore dell’Optometrista: Supporre che la correzione visiva risolva ogni squilibrio, senza considerare la gerarchia informativa che il SNC stabilisce tra occhio e piede.
Il Crollo delle Patologie “Idiopatiche”
Per secoli, la medicina ha etichettato come idiopatiche, essenziali o non classificabili tutte quelle sindromi dolorose prive di un danno d’organo evidente. In realtà, queste patologie sono spesso alterazioni del STPf.
Quando il sistema riceve input incoerenti, genera uno “stato di equilibrio patologico”. Il sintomo non è la causa, ma l’output disfunzionale di un sistema complesso che ha perso la capacità di auto-organizzarsi.
Conclusioni: La Sfida della Riprogrammazione Posturale
Se accettiamo che il STPf è un sistema complesso, cibernetico e quantico, dobbiamo abbandonare la pretesa di una diagnostica lineare. La riprogrammazione posturale non può essere un protocollo rigido, ma una ricalibrazione basata sulla comprensione di quale porta d’ingresso sia la dominante informazionale in quel preciso momento.
Sintesi Scientifica: “L’efficacia di una terapia posturale si misura nella capacità di restituire al sistema la sua naturale imprevedibilità e fluidità di adattamento.”















