Catena profonda e linee dell’arto superiore: anatomia, funzione ed esercizi

Sequenza di cinque immagini che mostrano un'analisi posturale: uno scheletro umano visto di lato e un uomo in diverse pose (frontale, laterale, posteriore e di estensione) per valutare l'allineamento corporeo. le immagini sono accompagnate dalla scritta "Catena profonda e linee del braccio" e dal logo di ScienzeMotorie.com
19 dicembre 2022

Cos’è la catena profonda e che funzione ha?

La catena profonda è quella catena muscolare che ha un ruolo fondamentale nel sostegno del corpo e della sua stabilizzazione nello spazio. È sinergica alle catene di movimento e ne garantisce il corretto funzionamento tramite attività strategiche:

  • Solleva l’arco interno del piede
  • Stabilizza ciascun segmento della gamba
  • Supporta anteriormente la colonna
  • Stabilizza il petto e corregge l’espiazione toracica durante il respiro
  • Sostiene il capo contro gravità

La catena profonda posteriore è quindi fortemente coinvolta nella vita quotidiana in tutte quelle attività che inconsciamente richiedono sostegno e automatismi corporei di base.

È composta da una serie di muscoli, in ordine ascendente troviamo divisi in sottogruppi:

Minimo comune:

  • Tibiale posteriore e flessore lungo delle dita
  • Fascia del popliteo e capsula del ginocchio

Inferiore posteriore:

  • Grande e piccolo adduttore
  • Fascia del pavimento pelvico, elevatore dell’ano e fascia dell’otturatore interno
  • Fascia sacrale anteriore e legamento longitudinale anteriore

Inferiore anteriore:

  • Adduttore breve e lungo
  • Psoas, iliaco, pettineo e triangolo femorale

Superiore posteriore:

  • Legamento longitudinale anteriore, lungo del collo e del capo

Superiore centrale:

  • Diaframma posteriore e suoi pilastri
  • Pericardio e mediastino

Superiore anteriore:

  • Fascio dello scaleno
  • Diaframma posteriore e anteriore
  • Fascia endotoracica, muscolatura ioidea e lingua

catena profonda

Come detto precedentemente le sue funzioni principali riguardano il sostegno del corpo a partire dalla volta plantare per finire al distretto toracico. Proprio in questo segmento è coinvolto nel respiro: la sua integrità garantirà un corretto funzionamento di determinati meccanismi come per esempio la manovra di Valsalva, una tecnica che permette una ottimale pressione intra-addominale utilizzato in gesti atletici con considerevoli sovraccarichi, con lo scopo di creare una marcata stabilità toracica e migliorare conseguentemente l’economia del gesto.

review scientifica catena profonda arto superiore

Come valutare la catena profonda?

Partendo dal concetto di ruolo e funzione della catena profonda visto in precedenza e non avendo linee guida in letteratura specifiche dovremo analizzare principalmente il corpo nella sua totalità e verificarne l’atteggiamento e gli eventuali squilibri.

Le strutture su cui ci concentreremo saranno:

  • Arco plantare
  • Atteggiamento del ginocchio
  • Atteggiamento del bacino
  • Disallineamento lombare
  • Valutazione respiratoria
  • Atteggiamento del capo
  • ATM

Valutazione catena profonda

Integreremo la nostra analisi con una raccolta dati sul vissuto del soggetto valutato:

  • Utilizzo di plantari
  • Insufficienza del pavimento pelvico
  • Cervicalgia
  • Difficoltà nella deglutizione e nel linguaggio

Partiamo sempre da un’analisi di carattere globale, che può già darci indicazioni per una successiva valutazione analitica delle sue componenti più rigide o deboli che potremmo prima trattare in maniera isolata e poi “reinserendole” in catena con le altre componenti.

Per esempio se in fase valutativa troveremo fattori che possono indicare una compromissione del corretto respiro come:

  • atteggiamento anteposto del capo
  • anteposizione delle spalle
  • scorretto timing respiratorio
  • rigidità toracica

Possiamo intervenire lavorando sulla sua armonia, percezione e controllo con delle respirazioni miste o più specifiche come nell’esercizio che andiamo a proporre:

In posizione supina, gambe raccolte, chiediamo al nostro soggetto una respirazione toracica, seguita da una protrazione addominale (“pancia globosa”) che verrà mantenuta durante tutta la fase di espirazione toracica. Otterremo cosi un marcato allungamento di tutta la linea profonda e muscolatura accessoria iper attiva. E’ importante in questo esercizio mantenere il tratto cervicale in auto-allungamento per garantire ulteriore stiramento della muscolatura retratta.

Respirazione utilizzando o isolando la muscolatura

Cosa sono le linee dell’arto superiore?

Le linee dell’arto superiore sono quelle catene muscolari composte da diversi segmenti che congiungono il torace all’arto superiore fino alla mano. Hanno un duplice ruolo: Posturale e di Movimento.

Posturale

  • Collegamento con la parte superiore dello scheletro
  • Tensione del gomito influenza la colonna
  • Posizione della spalla influenza torace e atteggiamento della testa

Movimento

  • Dieci livelli di articolazioni
  • Spingere, tirare, stabilizzare o tenere fermo un oggetto
  • Spingere, tirare, stabilizzare o tenere fermo un oggetto

Le linee dell’arto superiore sono fortemente coinvolte in tutti i movimenti che attivano li catene crociate di apertura e chiusura, per questo motivo la loro analisi può essere intersecata con la valutazione di queste ultime. Sono composte da una serie di muscoli divisi in sottogruppi:

Linea profonda frontale

  • Piccolo pettorale
  • Bicipite brachiale
  • Legamenti collaterali radiali e muscoli tenari

Linea superficiale frontale

  • Grande pettorale
  • Gruppo dei muscoli flessori
  • Tunnel carpale

Linea profonda posteriore

  • Romboide e elevatore della scapola
  • Muscoli della cuffia del rotatore
  • Tricipite brachiale
  • Legamenti collaterali
  • Muscoli ipoternari

Linea superficiale posteriore

  • Trapezio
  • Deltoide
  • Gruppo degli estensori

linee del braccio

Come valutare le linee dell’arto superiore?

Partendo dal concetto di ruolo e funzione delle linee dell’arto superiore visto in precedenza e non avendo linee guida in letteratura specifiche dovremo analizzare principalmente il corpo nella sua totalità e verificarne l’atteggiamento e gli eventuali squilibri.

Le strutture su cui ci concentreremo saranno:

  • Atteggiamento delle articolazioni degli arti superiori
  • Atteggiamento del capo e del torace
  • Atteggiamento scapolare
  • Differenze di tono/trofismo muscolare

Valutazione catena profonda

Integreremo la nostra analisi con una raccolta dati sul vissuto del soggetto valutato:

  • Infortuni dell’arto superiore
  • Parestesie
  • Deficit di forza

Partiamo sempre da un’analisi di carattere globale, che può già darci indicazioni per una successiva valutazione analitica delle sue componenti più rigide o deboli che potremmo prima trattare in maniera isolata e poi “reinserendole” in catena con le altre componenti.

In caso di riscontro di deficit sulle catene crociate possiamo integrare la loro valutazione e proporre esercizi di allungamento specifici in maniera da intervenire su entrambe le catene.

Qui ne proponiamo uno sulla linea superficiale frontale, spesso consigliato in caso di presenza di problematiche articolari dell’arto superiori e/o parestesie alle dita.

Si chiede al soggetto di posizionarsi in ortostatismo con la schiena appoggiata al muro, una volta stabilizzata la scapola in depressione ed esteso il gomito si cerca di abdurre l’omero mantenendo il Setting finche non si avverte tensione. Possiamo
aumentare il lavoro estendendo le dita e inclinando in capo dall’ parte opposta.

Manovre di autoallungamento e detensionamento

Bibliografia

  • Thomas W.Mayers. Meridiani Miofasciali. Terza Ed. Tecniche nuove, Milano, 2016
  • Saverio Colonna. Le catene miofasciali in medicina manuale, il rachide Edizioni Martina, Bologna, 2006
  • Daniel A. Hackett et all. The Valsalva Maneuver: Its Effect on intra-abdominal pressure and safety issues during resistance exercise
  • J.Wilke et all. Myofascial chains in the upper limb: A systematic review

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Diagrammi didattici del sistema sensoriale umano: analizzatore neuronale, classificazione dei sensi interni ed esterni e ruoli di visione, udito, tatto e cinestesia nell’equilibrio, postura e movimento.

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